Me e la musica
Nel corso della mia vita la musica è sempre stata protagonista principale,
sia da ragazzino quando non sopportavo mia sorella che ci assillava ore e
ore al giorno con la musica country di John Denver e il rock di Bruce
Springsteen (due autori che da qualche anno adoro), sia ora che, a 33 anni,
penso di aver sentito ogni genere di espressione musicale possibile, qualcuna
magari anche una sola volta. La musica è stata sempre la spinta per tutti i
miei altri interessi.
Nel corso degli anni ho attraversato varie fasi in cui ero fissato con un
particolare autore o con un genere.. credo sia perché, come del resto in ogni
ambito, dopo un po' mi stanco delle cose e devo trovare qualcosa che mi
stimoli di nuovo. Così da bambino ho iniziato a conoscere la musica elettronica
di Jean Michel Jarre a causa di miei fratelli che sfruttavano il mio orecchio
musicale per trovare i motivetti delle sue musiche sulla mia tastiera.
In realtà a me da bambino nemmeno piaceva… solo verso i 12 anni ho imparato a
distinguere bene e a capire cosa tutto c' era dietro quelle musiche. E per anni,
assieme al pop anni 80 e alla musica disco elettronica di Falco, sono stato
fanatico della musica di Jarre. Sono arrivato a imparare a programmare il C64
e poi il C128 per creare effetti speciali. E nel corso degli anni mi sono
comprato 3 tastiere. Il tutto per cercare di tirare fuori qualcosa di vagamente
somigliante all' eccelsa musica che usciva dai cd di Jarre.
Poi ho conosciuto il metal e la musica elettronica è passata in secondo piano.
Ho iniziato dall' hard rock di BonJovi:. Galeotto fu 'Slippery When Wet' che mia
sorella regalò a mio fratello. Da li a entrare nel mondo degli Iron Maiden fu
un passo… A distanza di quasi 20 anni ricordo lo shock che provai nel sentire
'Phantom of the opera'. Per me non era umanamente possibile che qualcuno potesse
tirare fuori creazioni simili con 2 chitarre, un basso e una batteria.
Mollai la tastiera e a 14 anni stavo imparando a suonare la chitarra.
Così attraversai fasi sballottandomi tra il metal puro e semplice dei Maiden,
il thrash dei Kreator e Metallica, lo speed degli Anihilator, la musica horror
di King Diamond e dei Mercyful Fate, grazie ai quali iniziai a interessarmi di occultismo.
Poi conobbi Malmsteen. Credo che sia stato uno dei momenti più importanti della
mia vita perché sentendo la sua 'Trilogy suite opera 5' cambiai completamente
approccio alla chitarra. Studiavo 9 ore al giorno, mi sono beccato non so quante
tendiniti. I miei amici erano quasi tutti chitarristi o chitarriste.
Iniziai a suonare in gruppetti, e la musica mi ha dato in quel periodo le più
grandi emozioni. I primi concerti erano emozioni incredibili…. Vorrei che
almeno una volta nella vita tutti avessero provato cosa significa esibirsi
davanti alla gente. Dopo un po' mi stancai, conobbi il death metal…
l' espressione massima di rabbia musicale. Sentii 'Thresholds' dei Nocturnus
che mi scosse parecchio. Musica tecnicissima, difficile, elaborata, brutale…
la cosa più potente e completa che avessi mai sentito fino al momento.
Da li alle varie forme di death metal fu un passo… il black metal, con i testi
horror e satanici, la voglia di shock che attecchiva visto che ero nel pieno
dei miei studi sull' occultismo.
Suonai con 2 o 3 gruppi, scrissi testi finiti in 5 o 6 CD italiani e stranieri
di gruppi emergenti… alcuni dei quali anni dopo diventati dei 'colossi' del genere.
Nel frattempo coltivavo molti altri interessi musicali… primo su tutti la musica
di Enya e dei Dead can Dance. Credo che 'The Celts' sia uno dei 5 più bei
lavori musicali nella storia della musica. Sentire il risultato di tutto quel
lavoro di sovraincisioni vocali creò in me una nuova concezione musicale…
non più basata solo sugli strumenti ma anche e soprattutto sul modo in cui
le voci potevano assecondare, esplicare, e completare le musiche.
Nel 93 conobbi il Doom sinfonico, una branca del death metal, molto lento,
potente, melodico, spesso con intermezzi di synth, archi, piano, chitarre
acustiche, voci maschili rabbiose e femminili delicatissime che si mescolavano
creando quasi l' effetto di una rappresentazione scenica.
A cambiare ancora una volta la mia vita in quel senso fu 'Almost a Dance'
dei Gathering, anche se il cambiamento era già stato preannunciato
da 'Clouds' dei Tiamat. Quando anni dopo vidi i Tiamat in concerto a
Milano mi trovai fianco a fianco a una ragazza mai vista né conosciuta ad
ascoltare 'A caress of stars' in lacrime come lei.
I Gathering mi introdussero in un mondo diverso, non più death o doom,
ma metal sinfonico. Credo che chi non abbia mai sentito in vita sua
'Almost a Dance' non possa dire di sapere cosa è la musica.
Successivamente ritornai al doom grazie ai Theatre of Tragedy. Cantavano poemi
cavallereschi scritti in inglese antico, accompagnati da una base musicale lenta,
triste, malinconica, più sinfonica che metal. Pianoforte, violini, synth, arpe,
violoncelli accompagnavano le chitarre tipicamente doom.
La voce gutturale maschile si fondeva, alternava, o univa alla voce femminile
quasi priva di impostazione, eppure tremendamente evocativa. Il contrasto vocale
che ne saltava fuori è qualcosa che non si può descrivere.
Grazie a loro sviluppai ancora i miei gusti musicali e iniziai un progetto
musicale chiamato Celestial Melodies che produsse in tutto 2 demotapes e 11
brani recensiti in decine di fanzines underground in tutto il mondo.
Credo che quei lavori rappresentino la summa di tutte le mie concezioni
musicali. Con il gruppo suonai 4 concerti.
L' unico rimpianto della mia vita è stato non avere avuto la possibilità di
trovare musicisti adeguatamente preparati per incidere in CD le musiche
come le volevo io. Ci provai rispolverando le mie nozioni di informatica
musicale, ma il risultato fu mediocre. E decisi di abbandonare.
Decisi che se non potevo completare quel percorso musicale non
avrei mai più fatto musica. Però non abbandonai la musica.
Del resto tutte le mie passioni erano nate da essa: lo studio dell'
occultismo da King Diamond, l' imparare a suonare la tastiera da Jarre,
imparai a suonare la chitarra grazie ai Maidens, imparai ad usare programmi
di musica per ricreare al computer le mie musiche, iniziai lo studio dell'
inglese poetico grazie ai Thatre of Tragedy, del bretone e gaelico grazie
ad Enya e ai Clanad, e del tedesco grazie a Falco.
Negli anni successivi trovare qualcosa che musicalmente mi colpisse fu davvero
difficile. L' unica musica che mi ha sconvolto negli ultimi anni è stata
quella di 'Sideshow Symphonies' degli Arcturus.
Eppure proprio in questi ultimi anni ogni tanto ritorno a sentire i vari
autori di cui, a seconda delle fasi che attraversavo, ero fanatico.
E mi sto fermando a pensare che alla fine dei conti, il modo migliore per
apprezzare la musica, è proprio riascoltarla a distanza di anni.
Così ci si ferma anche a riflettere su quanto quel particolare brano ha
significato per noi; magari ci ritorna in mente quella canzone che ha
fatto da colonna sonora a un particolare momento della nostra vita, e al
ripensarci sembra di rivivere quel momento.
A distanza di anni e anni stasera ho ripensato al primo lento che ho mai
ballato, con 'True Devotion' di Samantha Fox come sottofondo, e mi son
ricordato di quella ragazza che dopo quella festiciola vidi altre 2 o 3
volte e basta, e mi son chiesto che fine abbia fatto. Ho ripensato anche
alle lacrime al concerto dei Tiamat e ho constatato che dopo quella volta
soltanto 'Intra mental extasy' dei Decoryah e 'My Immortal' degli Evanescence
sono riuscite a farmi scendere le lacrime.
Micheal Jackson in un suo album ha scritto una frase ad omaggio della danza.
Io invece vorrei rendere omaggio alla musica.
Credo che la musica sia l' unica forma di espressione capace di far crescere
davvero una persona e di segnarla in tutte le tappe della sua vita.