Principio e La Fine
(dedicato a Monica - Turkese^)
All´ inizio dei tempi, io e La Fine ci annoiavamo...
quando lei mi propose: ´Principio... perchè non giochiamo
a creare e distruggere?´ io accettai.
Allora creai un mondo, lo creai nè freddo nè caldo,
e vi creai infinite varietà di flora e di fauna...
creai animali che volavano e altri che nuotavano....
creai animali mastodontici... l´ uomo e la donna...
ma La Fine creò la fame, e gli uomini e le donne cacciarono
e ammazzarono gli animali che avevo creato;
allora creai i fiumi e i laghi, in abbondanza,
perchè i pesci in essi contenuti non potessero mai
esaurirsi anche se cacciati.
Creai l´ intelleto, e diedi all´ uomo un po´ di me,
ma La Fine creò l´ invidia la superbia e l´ arroganza,
e l´ uomo si rivolse contro di me, eleggendosi a mio simile.
Creai menti fini e animi indomiti, per dare all´ uomo ideali
e speranze che lo guidassero in una buona strada...
ma subito La Fine creò menti folli e animi scorretti,
e con sorpresa vidi che l´ uomo li seguiva e li idolatrava.
In preda allo sconforto creai l´ arte, la musica, la magia,
per dare all´ uomo qualcosa di nobile a cui aspirare,
qualcosa che facesse trovare un camino corretto...
ma La Fine creò la guerra, le armi, le bombe atomiche,
e l´ uomo soffrì talmente tanto che mi rinnegò, dava
a me
la colpa di questi orrori, sputò sulle mie immagini, sul mio nome...
allora decisi di smettere di giocare, e volsi alla Fine una domanda:
´Perchè distruggi sempre tutte le cose? Dai all´ uomo
solo cattiveria
e tristezza, sofferenza, e ogni genere di orrore.´
´Tu mi hai creata perchè ti annoiavi da solo...´ rispose
lei,
´...a me dispiace di fare così male, di dare dolore, e vorrei
non essere mai stata creata, ma tu lo hai fatto e non puoi distruggermi,
tu puoi solo creare...´.
Avviandomi nel mio rifugio creai un angelo, gli diedi fattezze umane,
quelle di una donna, perchè l´ uomo non potesse riconoscerlo,
e lo mandai sul mondo con un compito:
´Turchese, fai splendere di vita.´
Lettera a mio figlio
Figlio...
...ti spiego il mondo, la vita, così che tu possa nascere preparato per ciò
che troverai. Mi permetto di darti dei consigli, ma tu non ascoltarli,
leggili, falli tuoi, ma non basarti su di essi.
Ti invito anzi a metterli in discussione, come io ho fatto a mio tempo,
a scoprire dove sbaglio e dove ho ragione, dove la mia esperienza può essere tua
e dove la tua completerà la mia.
Sii un bimbo vivace, allegro, fatti e fai a me tante domande, pretendi sempre
una risposta e una spiegazione delle cose, osserva la gente che ti sta intorno,
impara da ciò che vedi e che senti, sii vispo ma educato, rispetta la diversità
quando vedrai cose che non capirai, bambini di colore diverso dal tuo,
con gli occhi diversi dai tuoi, quando sentirai parole che non conosci;
fai tesoro di tutto fin da piccolo. Osserva l' esteriorità ma cerca il
significato e l' animo delle cose e della gente.
Sii un figlio obbediente, ma con una tua forza indipendente, e con un tuo
modo di crescere che non sia specchio dei mie insegnamenti ma di ciò che tu
trai da essi.
Sii un adolescente aperto alla vita, non dispensare la curiosità, l' amicizia
e l' affetto, ma serba l' amore per la donna che saprà notarlo e accoglierlo.
Godi delle cose terrene, ma tempra lo spirito, sii contento di essere carne,
e soddisfala, ma ricordando ogni istante che é l' anima che fa provare i
piaceri più intensi. Nutri la mente, leggi, coltiva l' amore per l' arte,
impara a distinguere ciò che é autentico e ciò che lo sembra, non solo nei
fatti ma anche nelle emozioni; e quando sarai confuso, non dar retta a chi
dice 'va dove ti porta il cuore' ma nemmeno a chi dice 'usa la testa'.
Entrambi son mendaci perchè sporcati da ciò che ti circonda.
Segui sempre il tuo istinto, perchè solo dentro di te c' è tutto ciò che ti serve.
Non farti mai mettere i piedi in testa da nessuno, guarda sempre il mondo
a testa alta, rispetta la morale ma combatti il perbenismo, trova qualcosa
in cui credere fermamente ma senza bigottismo, che chiude gli occhi e la
capacità di scelta.
Osserva e segui la regola, la forma, ma ricorda che questa non ha senso senza
la sostanza. Allo stesso modo non fare l' errore di basarti solo sul significato
delle parole, dei gesti, delle cose, ma fai bene attenzione a come le parole van
dette, come i gesti van fatti, e come le cose funzionano e appaiono.
Trova un equilibrio tra te e gli altri, non fare in modo che la tua vita sporchi
quella degli altri, nè che la loro sporchi la tua; arricchitevi invece,
ma seguendo ognuno la propria strada.
Ama la cultura, perchè é essa a fare di te un riferimento davanti agli stolti,
sii sempre sincero con te e gli altri, anche quando non vorresti.
Non piangere per le persone che perdi, per chi ti volta le spalle, se lo
fanno non meritano la tua attenzione o tu non meritavi la loro.
Piuttosto fai qualcosa per correggerti se sei tu a sbagliare.
Rispetta le diverse culture, studiale, osservale, impara da loro, senza che
scalfiscano la tua. Sii orgoglioso di esser ciò che sei, della tua razza e
della tua religione, dei tuoi pensieri, di ciò in cui credi e delle tue
passioni. Sii un amante tenero e delicato ma passionale rude e porco,
perchè é questo che una donna completa vuole. Chi ama solo la dolcezza o
solo la passione é mezza donna, e con lei non avrai mai felicità.
Interessati della società, dei problemi del mondo, sii sensibile a tutto ciò
che é sociale, ma non farti abbindolare da slogan.
Urla sempre le TUE idee, distinguiti dalle masse anche quando gridano ciò
che pensi, perchè finchè porterai avanti le tue idee da solo non pagherai
mai per gli errori altrui.
Figlio, sii per tua moglie un riferimento, un uomo d' un pezzo, sempre
corretto e disposto al confronto, fai di lei la tua regina ma ricordale
che tu sei comunque il suo re. Sii per i tuoi figli un padre, ma ascoltali
da amico; allo stesso tempo sii per loro amico ma pretendi il rispetto
che si deve a un padre. Metti un gradino tra te e loro, in modo che nei
momenti di smarrimento ti vedano come un punto di appoggio al quale tendere.
Ricordati sempre queste mie parole, figlio, e quando tu dovrai scriverle
a tuo figlio, correggile secondo ciò che avrai imparato dal mondo.
Il cassetto dei ricordi
Stanotte ho aperto il cassetto dei miei ricordi, un cassetto che porto
chiuso dentro di me e che conserva le cose ´importanti´ nel corso
della mia vita.
Con grande sorpresa ho notato che la maggior parte dei ricordi mi ha
causato nel riviverli un grande dolore o una grande nostalgia.
Dolore per le delusioni e le batoste che credere e avere fiducia mi ha dato.
Dolore perchè la fiducia fu più volte tradita...
Dolore perchè credevo che l´ amore avrebbe vinto e così non é mai stato...
e mi toccava usare la solita scusa ´non era vero amore´.
Dolore per i NO che ho dovuto dire e quelli che ho dovuto accettare quando
la gente si aspettava e desiderava un si o quando ero io ad averne bisogno.
Tra i ricordi nel mio cassetto si affaccia il volto della prima donna che
mi fece battere il cuore, e che aspettai per 2 anni... e che quando tornò
dovette constatare che nel frattempo non ero più io...
per 3 volte mi chiese di prenderla in moglie e io per 3 volte le dissi di no.
Perchè era più bello il ricordo di quella purezza passata che l´ immagine
di un futuro che sarebbe nato da un inutile ostinazione a ´volerci´.
Si riaffacciano gli amici che mi circondavano, i concerti che facevo,
il mio nome su molte fanzines di musica underground mondiale che recensiva
i miei lavori musicali come ´opere d arte´.
Arriva il ricordo del periodo in cui riuscii a ´comunicare´ con i miei
genitori dopo anni di ´silenzio´... silenzio causato dal modo in cui fui
allevato, con una educazione che pochi hanno ricevuto e che mi ha fatto
mantenere sempre un forte equilibrio nelle cose che mi succedevano,
ma costretto a privazioni per un ragazzino terribili.
Ricordo anche la depressione, quella brutta bestia che per oltre 1 anno
mi torturò ma che riuscii a vincere, anche se ne porto ancora i segni addosso.
Nel cassetto ho trovato anche la gioia di constatare che molte persone mi
hanno reputato una persona affidabile, e la gioia che provai non più di 2
mesi fa quando una persona mi scrisse ´son contenta che tu sia nato´.
Ho ritrovato il ricordo del mio cambiamento... un cabiamento che da
povero ragazzo illuso e romantico mi fece diventare un uomo freddo e
calcolatore ma capace ancora di tirare fuori il cuore e offrirlo,
con la differenza che prima lo offrivo incondizionatamente a chiunque,
ora solo a chi reputo lo meriti...
Nel cassetto ci sono i miei studi sulla religione e sull´ esoterismo,
il mio cammino in cerca di una mia identità che mi staccasse defiitivamente
dai dogmi e dalle regole che le religioni imponevano, perchè tutto mi andava
stretto e niente soddisfava appieno la mia spiritualità.
Solo ora, da qualche anno, ho imparato a gioire della vita e di tutto
ciò che essa regala o toglie, e anche ripensando a tutti i dolori non
cambierei niente della mia vita perchè solo grazie a quei dolori son
diventato quello che sono. E non vorrei essere niente di diverso.
L´ ultimo ricordo rimasto nel cassetto é una testimonianza
di come mi vedo adesso.
E´ un´ immagine che disegnai quando ad un test chiesero:
"disegnate un oggetto che vi rappresenti."
Disegnai un sole chiuso dentro una scatola.
Due storie di amori mai detti
Fabrizio e Marzia
Fabrizio e Marzia erano colleghi di lavoro,
una serie di circostanze li portarono a stringere amicizia
anche fuori dall' ambiente lavorativo.
Marzia era fidanzata, Fabrizio no.
Fabrizio era innamorato. Di Marzia.
Lui avrebbe tanto voluto dirglielo ma
il pensiero che lei, non ricambiando,
gli avrebbe precluso anche l' amicizia
bloccava il ragazzo che soffriva per
non potersi comportare spontaneamente.
Fabrizio diveniva sempre più cupo,
cercava inconsciamente di evitare la
ragazza non rendendosi conto che lei notava
questo improvviso distacco.
Finchè Marzia stessa iniziò a staccarsi da lui,
a chiamarlo di meno, a chattarci di meno
a parlarci di meno anche al lavoro.
Fabrizio non poteva perdonarsi il fatto che
questo atteggiamento e questo silenzio
che dovevano evitare la rottura della loro amicizia
stava invece accelerando questo evento.
Venne il giorno in cui Fabrizio ricevette una
proposta di lavoro in un' altra città.
La accetto principalmente perchè
avrebbe voluto dire allontanarsi del tutto
da Marzia, e, piano piano, smettere di soffrire.
Gli anni passarono, un giorno in visita alla
città dove aveva vissuto, Fabrizio
incontrò Marzia in un locale. Si fermarono
a chiaccherare del più e del meno...
erano passati anni ma l' emozione era
ancora viva e minuto dopo minuto
il tutto si riaffacciava.
Chiaccherando Marzia disse a Fabrizio:
"Ci é dispiaciuto molto quando sei andato via,
e... sopratutto a me, non me l' aspettavo".
Il ragazzo rimase stupito, e quando chiese perchè,
la ragazza rispose: "sai ora posso dirtelo
tanto son passati anni... all' epoca avevo una
cotta per te, ma ti vedevo così cupo...
credevo te ne fossi accorto e mi stessi evitando..."
Fabrizio rimase pietrificato...
d' un tratto gli passarono davanti tutti i momenti
in cui aveva sofferto da solo, tutti i
pensieri, i dubbi, le parole non dette...
scoppiò a piangere e fuggì via lasciando
Marzia li da sola.
Non si videro più.
I 15 CD
Luca era un ragazzo timidissimo...
abitava in un paesetto di provincia, amava la musica,
e amava Cristina, la ragazza del
negozio di musica. Tornando dal tragitto dell' uiversità
passava sempre davanti al negozio ad ammirare
la ragazza che spesso lo teneva sveglio
la notte a fantasticare. Immaginava di avere
il coraggio, un giorno, di dirle cosa provava.
Ogni giorno Luca si inventava modi per poter
vedere e parlare quei 2 minuti con Cristina
che sembrava sempre cordiale ma indifferente.
Era arrivato per fino a comprare ogni settimana un cd nuovo
che nemmeno ascoltava, per poterle parlare.
Il rituale era sempre quello:
entrava nel negozio, chiedeva un cd a caso,
chiedeva un pacchetto regalo per avere
più tempo per chiaccherare, la ragazza spariva sul
retro per confezionarlo, lui pagava e andava via.
Un giorno Luca iniziò a notare che Cristina, nel
confezionarle i cd, era sempre meno loquace,
sempre più distaccata, quasi fredda.
Un giorno Luca entrò nel negozio e fu una nuova
ragazzetta a servirlo... lui chiese di Cristina
e la ragazza, Marina, gli disse che Cristina
era andata via e lavorava in un' altro paesetto.
Luca si sentì il mondo cadere addosso...
uscì sconvolto dal negozio, e in lacrime non
si accorse della macchina che arrivava.
Qualche giorno dopo il funerale, la mamma di Luca
metteva via le sue cose dalla stanza.
Aprì un cassetto e vi trovò dentro 15 sottili
confezioni regalo.
Le aprì una ad una... erano dei cd musicali
nuovi di zecca, e in ogni confezione, all' interno,
c' era un biglietto con scritte come:
"questo è il mio numero mi chiami?"
oppure "perchè non mi chiami? vorrei conoscerti..."
Cristina aveva provato a far capire a Luca
che anche lei era interessata a lui...
se solo lui avesse aperto quei cd...
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